Correre con la pioggia

Una delle cause che demotivano fortemente i podisti (oltre al poco tempo a disposizione per allenarsi), è la pioggia; specialmente se abbinata ad altro fattore demotivante, il buio. Se, a causa della pioggia, il podista decide di non allenarsi, nei momenti successivi a questa scelta l’umore cambia: dapprima c’è un senso di sollievo per la decisione presa, successivamente comincia a vivere un sentimento di colpa. Il ripensamento sulla scelta fatta evidenzia che, con una buona dose di forza di volontà e di spirito di sacrificio, si sarebbe potuta affrontare anche la pioggia pur di sostenere l’allenamento programmato.

E’ giusto correre quando piove, o invece sarebbe preferibile riposare per evitare che la levata cui si viene sottoposti possa arrecare danni al nostro organismo? E’ chiaro che la scelta dipende dall’intensità della pioggia; se piove poco è più facile prendere la decisione, mentre è proprio quando la pioggia è battente che l’indecisione diventa più forte. Non è nemmeno giusto buttarsi in strada convinti che, passati alcuni minuti, la pioggia che bagna sarà solo una sensazione soggettiva. A me capita che, quando corro con la pioggia e comincia a far buio, avverto meno il disagio di quanto sto facendo. Sono invece più condizionato nella scelta quando l’acqua che scende la vedo più chiaramente.

Durante la mia carriera ho corso più di una volta sotto una pioggia così battente che una persona normale non avrebbe affrontato questa situazione neppure sotto l’ombrello, ma si sa che la motivazione e la soglia del disagio sono, per un podista, maggiori di un sedentario. Ma a volte, quando l’acqua mi scorreva lungo la schiena, mi sono chiesto se aveva senso correre sotto un tale diluvio.

I consigli che posso dare sono i seguenti:

  • con pioggia leggera puoi certamente correre e, nel caso fossi nel dubbio, impegnati a correre per metà della durata della seduta prevista;
  • con pioggia battente puoi ancora andare a correre, ma in questo caso ti invito a non correre per più di 30-40’;
  • con pioggia molto forte è preferibile riposare, con la speranza che il giorno seguente il clima sia più clemente.

Non è una situazione frequente, ma può capitare che piova per alcuni giorni di seguito, e quindi ci si sente in dovere di correre all’indomani della giornata in cui si è già riposato per la pioggia, convinti che non si possono tollerare due giorni di stop forzato. E può addirittura accadere che i giorni di pioggia siano anche tre, e che dopo due giorni di riposo ci si senta costretti ad uscire anche se l’intensità della pioggia è addirittura maggiore dei giorni precedenti. A questo punto la scelta è forzata: si esce senza nessun dubbio, perché tre giorni di riposo sono troppi, sempre che non si sia tranquilli che tutto questo riposo non vada ad incidere più di tanto sullo stato di forma.

Per affrontare i disagi della pioggia ci si può attrezzare in maniera adeguata, e la soluzione migliore è quella di indossare una tuta in gore tex. Questo capo d’abbigliamento consente di correre all’incirca per un’ora sotto la pioggia battente senza bagnarsi. Ad ogni modo, la soluzione è anche di ridurre la durata della seduta, limitandola a 30’, e per far sì che lo stimolo allenante sia efficace, è preferibile sostenere un allenamento di qualità. Piuttosto che inzupparsi d’acqua per correre 40’ ad andatura lenta  (situazione che determina uno stimolo poco allenante), meglio correre poco ma velocemente. Con pioggia pesante io svolgevo una seduta di corto veloce della durata complessiva di 30’. Nei primi 5’ mi scaldavo correndo ad andatura lenta, quindi correvo altri 5’ a ritmo più sostenuto di 20”, e a seguire correvo 20’ ad andatura più lenta di 15” circa rispetto al tempo che valevo su una gara di 10km. A causa dell’intensità dello sforzo l’attenzione era rivolta all’impegno della seduta piuttosto che alla pioggia.

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